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Filetto di Maiale al Pistacchio

Il pistacchio fresco (non tostato/salato) e’ incredibilmente versatile. Con le sue note basse e aroma neutro, sopporta bene sia gli accostamenti dolci che quelli salati. In questo caso ne ho fatto una semplice salsa di accompagnamento per il filetto di maiale. Il risultato e’ gradevole, anche se migliorerebbe parecchio con qualche aroma di contrasto: una spezia o erba in grado di ampliare lo spettro aromatico, suggerimenti??

Ingredienti

400 gr di filetto di maiale intero
un pugno di pistacchi non tostati
un pugno di pinoli
qualche avanzo di prosicutto/pancetta
burro/olio

Far rosolare per 14/15 min il filetto con i pistacchi e pinoli tritati e qualche pezzetto di prosciutto/pancetta, girando il pezzo su tutti i lati.
Toglierlo dal fuoco e riporlo al caldo. Preparare la salsa deglassando il fondo con poco liquido (io ho usato due dita di acqua calda) e frullando insieme ai pinoli e pistacchi, passare al colino e regolare di sale e densita’.
Scaloppare il filetto adagiandolo sulla salsa. Decorare con alcuni pistacchi.

Chocolate Cookies

Biscotti al cioccolato
Spesso una confezione di biscotti fatti in casa e’ un regalo perfetto e gradito per inviti dell’ultimo minuto o convivii goderecci.

Questi sono una semplice modifica ai mitici Sablés al cioccolato e fleur de sel della ‘maga dei biscotti’ Daniela.
La modifica consiste nell’eliminazione del cacao in favore di un po di amido di mais. Trovo il risultato molto soddisfacente, anche se suscettibile di perfezionamento (in particolare vorrei ottenere una struttura piu’ friabile). Il mio personalissimo panel di assaggiatori ha pero’ decretato questa versione migliore di quella originale, giudicata troppo ‘cioccolatosa’. :-)
E’ comunque sempre l’insieme burro-zucchero-cioccolato-sale a rendere questi biscotti decisamente intriganti e sorpendenti.

Ingredienti

cioccolato fondente 70% 230g
farina 270g
burro 225g
zucchero di canna 165g
zucchero 75g
amido di mais 40 gr
sale 5g (circa)
estratto naturale di vaniglia 3g
bicarbonato di sodio 6 gr (circa)

Tagliare il cioccolato in piccoli pezzi, mischiare la farina, l’amido e il bicarbonato. Montare il burro con gli zuccheri il sale e la vaniglia. Aggiungere la farina e quindi il cioccolato lavorando il meno possibile. Formare dei mucchietti di circa 12 gr di composto, disporli sulla teglia rivestita di carta da forno. Preriscaldare il forno e cuocere per 12-13 minuti a 170°C

Tips:
- invece della teglia ho utilizzato gli stampini per muffin per ottenere dei biscotti tutti della stessa dimensione.
- far raffreddare i biscotti su una griglia per favorire l’espulsione dell’umidita’

Bärlauchsuppe, Crema di Aglio Orsino

Domenica pomeriggio piovoso, chessifa? Si piglia la moto e si va a fare la ’spesa’ in Valchiusella. Una dei piaceri di girare in moto e’ che si sentono precisi tutti gli odori che avvolgono il paesaggio. E infatti ad un certo punto ci siamo ritrovati avvolti da un fantastico aroma di aglio. Inchiodata la moto ci siamo lanciati sulle rive del chiusella dove, guidati dall’olfatto, abbiamo trovato il giacimento di aglio orsino.

Lascio la parola ad Anne che ci racconta come ha realizzato questa crema, tipica della tradizione tedesca:

“Ho preparato un brodo con cipolla, sedano, carote, gambi di
prezzemolo, granelli di pepe, ginepro e senape.
Ho tritato una cipolla e tagliato a pezzetti 2 patate medie. Ho fatto
soffriggere il tutto in olio. ho aggiunto il brodo e l’ho fatto
cuocere per 20 minuti a fuoco basso. Ho lavato, asciugato e tagliato a
striscioline l’aglio orsino e l’ho aggiunto al brodo. Ho frullato il
tutto e regolato di sale e pepe. E’ possibile aggiungerci un po’ di
panna volendo.
Non aggiungere l’aglio orsino già al soffritto perche’ diventa grigio…”

P.S.
La spesa in Valchiusella e’ proseguita con l’acquisto di qualche trota dal vivaio di Trausella e diversi pezzi di formaggio locale, tra cui una specie di ricotta aromatizzata buonissima.

Torta al cioccolato, gateaux au chocolat

Questa torta e’ un tripudio di cioccolato, ha una consistenza compatta e umida e rimane praticamente priva di bordo. Insomma volendo una torta AL cioccolato, con questa si va sul sicuro. Tra l’altro e’ senza glutine, l’ho preparata infatti pensando a un amica affetta da celiachia. La ricetta arriva dalla Francia, attraverso la Germania da Frau Gabi :-)

Ingredienti

170 gr. Cioccolato fondente (60, 70 % di cacao)
80 gr. di Burro (+ qualcosa per la tortiera)
170 gr. zucchero
4 Uova
2 cucchiai e mezzo di maizena
80 gr. di mandorle (+ 2 amare) tritate
un pizzico di sale

Sciogliere il burro e il cioccolato (bagnomaria/microonde)
Separare bianchi e rossi delle uova, montare i bianchi a neve con un pizzico di sale e riporre al fresco. Montare i rossi con lo zucchero, quindi aggiungere le farine e mescolare. Aggiungere quindi il cioccolato e burro fusi mescolare e infine incorporare i bianchi a neve.
Rovesciare nella tortiera (24 cm) imburrata e mettere a cuocere in forno a 170 gradi per 30 minuti. Non deve cuocere troppo cosi’ da rimanere umida all’interno.

Si puo’ accompagnare con panna o composta di ciliege o…

Insalata di orzo, agretti e gamberi

Piu’ che altro un esperimento per testare gli agretti: fresca scoperta culinaria.

Sabato infatti curiosando tra i banchi del mercato ortofrutticolo di Torino, mi sono imbattuto in una bancarella coperta di mazzi di una strana verdura, il gentile commericante mi ha spiegato trattarsi di agretti (o Barba del Frate). Una pianta commestibile primaverile che si coltiva nella zona di Roma. Naturalmente ne ho preso un mazzo (60 cents… :-) e per testarli abbiamo elaborato una semplice insalata tiepida con orzo perlato e code di gambero.

Per 2 Persone:

150 gr di orzo perlato
1 mazzo di Agretti
200 gr di code di gambero
Olio evo
sale
salsa di soia
limone

Cuocere l’orzo in acqua bollente (15 min. in pentola a pressione). Saltare le code di gambero sgusciate in aglio, olio e sale per un paio di minuti. Sbollentare per pochi minuti gli agretti lavati in acqua salata.
Mischiare, condire con olio, salsa di soia e limone.
Consumare tiepida.

Gli agretti hanno un sapore delicato, ricorda lo spinacio e, se cotti al dente, mantengono una gradevole consistenza.

Triangoli di asparagi e prescinesua alla cannella

Uff….la primavera!

L’ispirazione deriva da questa pasta di Maruzzella che si cimenta con asparagi e cannella, confermo: e’ un abbinamento interessante.

La pasta e’ una normale sfoglia all’uovo (1 uovo x 100gr di farina) tirata sottile.

Per il ripieno ho cotto gli asparagi al vapore privati delle punte, quindi li ho frullati e mischiati con qualche cucchiaio di prescinseua, del parmigiano gratuggiato, un uovo, un pizzico di cannella, sale e una macinata di pepe. A parte ho sbollentato appena le punte e le ho rosolate nel burro con cui poi ho condito i triangoli cotti. Infine ho aggiunto delle scagliette di parmigiano e una spolverata di cannella.

Al gusto si presenta un’ampia gamma di sapori: l’acidulo della prescinseua, il dolce del burro e cannella, il salato del parmigiano e l’amarognolo degli asparagi. Gli aromi dominanti risultano l’asparago, il parmigiano e la nota di cannella. Piacevole alla masticazione il contrasto tra l’inconsistenza della pasta e il croccante delle punte di asparago cotte al dente.

La prescinseua, per chi non la conoscesse, e’ un formaggio freschissimo tipico della tradizione ligure. E’ onnipresente nelle torte salate ma si puo’ impiegare anche per dolci o nei ripieni. A Genova viene distribuito in tutti i supermercati ma al di fuori della Liguria e’ molto difficile trovarlo. Si sostituisce in genere con la ricotta. In questo caso pero’ proverei con una robiola fresca, magari di capra, per mantenere la caratteristica acida.

Tortelli di Lonza tartufata con Cime di rapa
Un’intera lonza tartufata, che farne? Esperimento: Tortelli.

Ho fatto una normale pasta all’uovo leggermente piu’ morbida.
Per il ripieno ho mischiato circa 150 gr di lonza macinata, 200 gr di ricotta e un uovo. Niente sale e aromi dato che l’insaccato e’ gia’ molto saporito.
Ho quindi confezionato i tortelli con un cucchiaino di ripieno racchiuso tra due strati di pasta tirata molto sottile (ultima tacca della macchinetta).
Ho lavato e tagliato a listarelle le cime, quindi le ho cotte direttamente in padella con uno spicchio d’aglio e due cucchiai di acqua.
Alla fine ho composto il piatto con cime/tortelli/cime/pecorino a scaglie/filo d’olio.

Sensazioni prevalenti di questo piatto sono la sapidita’ della lonza (salato+speziato), l’amaro delle cime di rapa e il dolce del pecorino (un canestrato poco stagionato) il tutto avvolto dall’aroma del tartufo.

Esperimento riuscito.

Crema Fritta

Crema Fritta - Latte dolce

… o latte dolce. Il mio dolce preferito.

Ingredienti

500 ml latte
3/4 uova
3 cucchiai di zucchero
4 cucchiai colmi di farina
una stecca di vaniglia
scorza di limone
pane grattato
olio per friggere

sbattere i rossi con lo zucchero, portare il latte quasi a ebollizione con la scorza di limone e i semini di vaniglia. Incorporare la farina nelle uova, mescolare bene e quindi aggiungere il latte caldo a filo. Portare la crema a ebollizione per qualche minuto. Versare la crema (passata al colino se necessario) su un piatto bagnato formando uno strato regolare di 1.5, 2 cm. Lasciar raffreddare e indurire completamente, quindi tagliare a rombi, passare nell’albume e nel pan grattato e quindi friggere. La frittura deve avvenire in olio caldissimo per un paio di minuti, il tempo per dorare la crosta. Spolverare di zucchero a velo.

Questo dolce va mangiato caldo (non caldissimo).

Prima caratteristica di questo dolce e’ il contrasto tra il croccante della crosta e la scioglievolezza in bocca della crema, ammorbidita dal calore. Calore che contribuisce anche a intensificare gli aromi di vaniglia e limone e la dolcezza, contrastati dal caramellato della crosta.

Panissa Ligure

Panissa ligure

“Si puo’ essere felici davanti
a un piatto di pasta scotta?”
Anonimo

Con Panissa si indicano due diversi piatti tradizionali: uno a base di riso, tipico del vercellese e una “polenta” fatta di farina di ceci tipica della tradizione ligure.
Ecco la preparazione della versione ligure:

Proporzioni:
farina di ceci/acqua = 1/3 (circa)

Rovesciare a pioggia la farina nell’acqua tiepida, portare sul fuoco e cuocere rimescolando sempre per circa 40 minuti.
Rovesciare su un piatto bagnato livellandola a una altezza di circa un dito.
Far raffreddare.
A seconda di come si vuole servire si puo:
- tagliare a fette o a dadini e condire con olio, limone, sale, pepe e un po’ di cipollotto fresco, servire fredda o appena intiepidita.
-tagliare a bastoncini e friggere in abbondante olio evo.

Panissa fritta

La seconda versione e’ un classico cibo da strada della tradizione ligure. Chi dovesse recarsi a Genova, puo’ trovare ancora qualche friggitoria a sottoripa o nel centro storico che prepara questa delizia.

Aggiungo un commento di Arzaman di mysobry su abbinamento panissa/aceto balsamico:

Un suggerimento da un altro emigrante che pensa che la focaccia ligure sia una delle 3 cose per cui vale la pena di vivere…

Nella tradizione ligure la panissa e’ condita oltre che con il cipollotto fresco con un goccio di aceto balsamico…

Oltre a un abbinamento “per tradizione” direi che le caratteristiche dell’aceto balsamico si sposano con un piatto “semplice” che presenta un profilo gusto-olfattivo limitato e con una certa “stucchevolezza” della farina di ceci a lungo andare aggiungendolo un tocco di aromaticita’ e un apporto di profumi e sapori esaltando quindi il piatto poco complesso.

Stiamo parlando ovviamente di Aceto balsamico TRADIZIONALE…l’assenza infatti di questo termine indica infatti un prodotto di qualita’ decisamente piu’ limitata e prodotto con una tecnica completamente diversa..

Andiamo con ordine e facciamo un po’ di chiarezza.

L’aceto in generale e’ il prodotto della trasformazione ad opera dei batteri acetici (Acetobacter) dell’alcol contenuto in una qualsiasi bevanda alcolica (vino, sidro di mele, miele, ma anche birra o altri cereali maltati e fermentati..)
Per avvenire la reazione di ossidazione dell’alcol ha bisogno di ossigeno ..ma non ci addentriamo nella chimica delle ossidoriduzioni

Per la legge si definisce “aceto” o “aceto di vino” il prodotto della fermentazione acetica del vino (tipicamente rosso) con una quantita’ di acido acetico non inferiore al 6% e una gradazione alcolica residua del 1,5 %

L’aceto BALSAMICO Tradizionale e’ tuttaltra cosa !
La base di partenza non e’ quindi un vino (e quindi alcol) ma bensi’ il mosto cotto di uva , prima del completamento della fermentazione alcolica.

L’aceto balsamico semplice consente l’aggiunta al mosto cotto una percentuale di aceto di vino e sono poi usati vari metodi per dare la colorazione (caramello). L’altra differenza riguarda l’invecchiamento che non viene effettuato.

L’aceto balsamico tradizionale e’ ottenuto dalla cottura mosto di uva (tipicamente trebbiano e lambrusco) a fuoco diretto con conseguente concetrazione di 1/3 del volume e parziale caramellizzazione degli zuccheri. La maturazione avviene nella acetaia costituita da una serie di botti di dimensione via via decrescente (da 100l a 10L) e di legni differenti (castagno, rovere, ciliegio..). Si provvede infatti a travasi successivi dalla botte piu’ grande a quella piu’ piccolo. Le botti sono aperte per favorire l’azione dei batteri acetici e sono tipicamente collocate nei sottotetti dove l’escursione caldo freddo aumenta i fenomeni ossidativi.
Il processo dura 15-20 anni…il disciplinare poi prevede la dicitura Affinato (almeno 12 anni) e Extravecchio (almeno 25 anni) ma nella ultima botte ci saranno comunque frazioni infinitesimali di aceto di decine e decine di anni e travasi precedenti.

Infine ricordo che ne esistono due varianti: quello tradizionale di Modena e quello tradizionale di Reggio Emilia con i propri disciplinari ma entrambi DOP

Insomma un prodotto unico ed eccezionale …anche nel costo…
Spero che abbiate la fortuna di degustarlo !

Arzaman

Coniglio alla Ligure

Coniglio alla Ligure

Ancora un po’ di Liguria tradizionale, bisogna pur sopravvivere in qualche modo nel freddo Piemonte :-)

La ricetta e’ tratta da “Ricette di Osterie e Genti di Liguria” edito da Slow Food. Ho solo aggiunto qualche pinolo rispetto all’originale.

Ingredienti per 6 persone:
1 coniglio (circa 1,5 kg)
70g di olive taggiasche
1 cipolla piccola
3 o 4 spicchi d’aglio
un mazzetto guarnito (rosmarino, timo, 2 fogli di alloro)
1 bottiglia di Vermentino
1 manciata di pinoli
olio evo, peperoncino, sale.

Tempo di cottura: 2 ore circa.

Tagliate il coniglio a pezzi, lavateli e fateli asciugare. Tenete da parte fegato, cuore e reni.
In una casseruola di terracotta soffriggere in olio la cipolla, l’aglio intero, il mazzetto guarnito e un pezzetto di peperoncino).
Far rosolare a fiamma viva in olio i pezzi di coniglio (inclusa la testa spaccata a meta’) per una decina di minuti, quindi unire al soffritto insieme alle frattaglie tagliate a tocchi.
Aggiungere sale e il Vermentino. Coprite e portate a cottura a fuoco basso rimestando di tanto in tanto. Dieci minuti prima di spegnere aggiungere le olive denocciolate e i pinoli. Alla fine si deve ottenere un intingolo piuttosto denso.

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